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Cosa accadrà alle nostre università?
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Rimuoviamo questo benedetto pacchetto!

Rimuoviamo questo benedetto pacchetto!

In questi giorni stanno dilagando le proteste studentesche, contro l’approvazione della legge 133….
Tuttavia, alcuni studenti non si sentono toccati da questo provvedimento, o sono d’accordo con il ministro della pubblica istruzione Gelmini.
In questo intervento volevo parlare appunto del contenuto della 133.

TAGLI ALLE RISORSE ECONOMICHE

i finanziamenti saranno ridotti di:

  • 63.5 milioni di euro per l’anno 2009
  • 190 milioni di euro per l’anno 2010
  • 316 milioni di euro per l’anno 2011
  • 417 milioni di euro per l’anno 2012
  • 455 milioni di euro a decorrere dell’anno 2013

per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino al 2013.

Qualcuno potrebbe obiettare:

“E’ giusto tagliare, le università italiane sono delle sprecone, i soldi sono mal amministrati!”

Rifletteteci bene però: diminuendo la spesa per le università, il loro funzionamento non migliorerà di sicuro, anzi. La soluzione ottimale è quella di migliorare l’ amministrazione di risorse, di gestirle in modo più efficace, e per quanto possibile di investire nella ricerca, perché tutte le innovazioni, le migliorie nella nostra società,sono frutto della ricerca.
Una diminuzione delle spese per l’istruzione, inoltre, si abbatterà uniformemente su tutte le università, anche su quelle che gestiscono al meglio i finanziamenti.

FACOLTA’ DI TRASFORMAZIONE IN FONDAZIONI DELLE UNIVERSITA’ (art 16 della l 133)

Questo passo sancirebbe la morte di un’istruzione pubblica per tutti, consentendo alle fondazioni universitarie di decidere l’entità delle tasse per gli studenti, ed andando a ledere il fondamentale diritto allo studio universitario, tutelato dalla Costituzione Italiana attraverso

articoli violati:

  • l’Art. 33.
    L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
    La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
  • l‘Art. 3.
    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

    (questo perche le fondazioni universitarie potranno decidere l’entità della retta e con una retta troppo cara i piu poveri non potranno permettersi di andare all’universita)

  • l‘Art. 9.La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica […]

    (vista la sostanziale impossibilità delle università di mantenere una gestione pubblica a seguito dei tagli economici e di personale docente, di ricerca e tecnico – amministrativo subiti.)

POSSIBILI CONSEGUENZE

  • Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere qualunque cifra agli studenti, senza dover rispondere a nessun tetto prefissato. (Attualmente la legge  pone un tetto massimo alle tasse che si possono far pagare ad uno studente.) Una retta universitaria da 10000 euro potrebbe essere uno standard per il prossimo anno accademico.Diventeremmo simili ai college americani, dove o si vince una borsa di studio per meriti sportivi, o si è abbastanza ricchi da poter far fronte ad una richiesta economica di tale portata. Si garantisce il diritto allo studio ed ad una formazione di qualità solamente a chi può far affidamento su una grande capacità economica, andando a ledere il principio costituzionale di eguaglianza e pari dignità tra i cittadini(vedi sopra art 3).
  • Le università potranno “trovarsi uno sponsor” che li finanzi. La ricerca verrebbe condotta secondo le direttive impartite dalle società finanziatrici, in base alla redditività a livello economico!

TURN OVER (articolo 66)

La stessa legge ha imposto una drastica riduzione del personale universitario alle facoltà stesse, che si trovano costrette improvvisamente a mandare obbligatoriamente in pensione chi ha maturato i requisiti necessari, o altrimenti licenziare parte del proprio organico.

Logica vorrebbe una sostituzione nelle posizioni didattiche per mantenere l’offerta d’insegnamento.

La legge 133 impone invece un turn over bloccato al 20%, ovvero un nuovo assunto ogni cinque pensionamenti o licenziamenti.

Matematicamente qualcosa non torna. Si rinuncia a personale docente, chiedendo ai ricercatori di mantenere il ruolo di insegnanti, mantenendo la stessa retribuzione e lavorando fuori dai compiti stabiliti dal loro contratto (che prevede 60 ore di ricerca, e nessun obbligo all’insegnamento).

Con questa situazione, l’unica soluzione sarebbe sopprimere corsi d’insegnamento, fino a giungere addirittura alla cancellazione dei corsi di laurea meno frequentati o considerati di minor interesse.

CONCLUSIONE

L’università da pubblica diventerebbe un privilegio per i pochi che potrebbero permettersi rette universitarie altissime, mentre il livello qualitativo dell’insegnamento pubblico crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la soppressione di esami, nonché probabilmente anche di corsi di laurea meno frequentati o considerati “di minore rilievo”.

NON POSSIAMO ACCETTARLO, per questo se potete partecipate a manifestazioni, lezioni all’aperto, per mostrare che noi vogliamo un futuro diverso da quello che si prospetta a causa di questa legge.

Personalmente non mi piace perdere ore di lezione, alcuni argomenti sono difficili, e capirli senza aver seguito lezione è più complicato. Tuttavia ritengo che manifestare sia davvero importante, per dimostrare che ci siamo e che ci importa di quello che accadrà alle università.

Oggi siamo noi a frequentarle, un domani toccherà ai nostri fratellini/sorelline o figli.

Quindi rifletteteci bene.

Segnalo che per alcuni pezzi del mio post mi sono basata su http://forum.studenti.it/forum-universita/728730-cosa-prevede-legge-133-a.html che ho ridotto e adattato.

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